Ventilazione Meccanica Controllata (VMC): detrazioni fiscali recupero edilizio ed energetico.

Impianto di ventilazione meccanica controllata ( VMC ). Detrazioni fiscali ristrutturazione edilizia e risparmio energetico.

Premessa impianto VMC e detrazioni fiscali: 

Se siete in procinto di istallare un impianto di ventilazione meccanica controllata ( VMC ) vi starete  domandando se sia possibile usufruire di delle detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia e/o risparmio energetico.

In questa pagina metto a disposizione la mia esperienza personale, relativa all’istallazione nel 2017 di un impianto di VMC in un appartamento situato in una palazzina anni 30, con problemi di umidità e formazione muffe. Premetto che l’impianto ha risolto completamente i problemi, determinando anche risparmi di consumo per riscaldamento dell’appartamento.

Per quanto riguarda il beneficio fiscale ( detrazioni ristrutturazione edilizia ), in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi nell’anno 2018, ho consegnato al CAF le fatture e le copie dei bonifici speciali per ristrutturazioni edilizie per l’ottenimento della detrazione per l’impianto di VMC istallato.

Il CAF mi comunicava, con mia grande sorpresa, che la spesa non era inseribile tra le detrazioni in quanto l’Agenzia delle Entrate “ negli anni passati per un intervento simile, sistema anti-umidità a campi elettromagnetici, interpellata l’AE, aveva risposto negativamente “

A questo punto, non convinto della risposta del CAF, ho deciso di proporre interpello ORDINARIO ai sensi dell’art. 11, Legge 27 luglio 2000, n. 212 al fine di accertare in via definitiva se potevo usufruire delle detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia e/o risparmio energetico per l’installazione di un impianto di ventilazione meccanica controllata ( VMC ).

Di seguito potete leggere l’istanza di interpello integrale e la successiva risposta dell’Agenzia delle Entrate.

Interpello ORDINARIO ai sensi dell’art. 11, Legge 27 luglio 2000, n. 212.

Il sottoscritto…….  poiché,  esistono oggettive condizioni di incertezza in merito alla disciplina del caso sotto esposto, il sottoscritto lo sottopone a codesto Ufficio, con l’avvertenza che qualora non riceva risposta entro il termine di 90 giorni di cui all’art. 11 L. 212/2000, si atterrà all’interpretazione esposta in calce, con tutte le garanzie di legge.

ESPONE QUANTO SEGUE

Il sottoscritto è proprietario di un appartamento in ………….. situato in palazzina costruita negli anni 30, posto al piano terra ed orientato verso nord. Poiché gli inquilini presenti nel corso degli ultimi anni hanno segnalato problemi di eccessivo consumo per riscaldamento e umidità, a seguito di consiglio del tecnico di fiducia, ho provveduto ad installare nel corso dell’anno 2017 un impianto di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC ) che ha di fatto risolto i problemi lamentati.

Premetto che tale lavoro non necessitava di autorizzazione comunale ( a seguito di verifica  presso l’Ufficio Tecnico Comunale ) e che ho provveduto a fare i pagamenti delle fatture con il bonifico speciale per la ristrutturazione edilizia nel corso del 2017.

In sede di dichiarazione dei redditi il CAF incaricato mi comunicava cha la realizzazione dell’impianto di Ventilazione Meccanica Controllata non beneficia della detrazioni per il recupero patrimonio edilizio di cui al 16-bis del Dpr 917/86 in quanto non inserito nell’elenco presente nella “Guida alle ristrutturazioni edilizie 2017”  e pertanto non la inseriva nella dichiarazione dei redditi modello 730/2018 appena presentata.

Il sottoscritto ritiene invece che l’intervento possa beneficiare della detrazione per il recupero del patrimonio  edilizio per le motivazioni espresse ai PUNTI 1) e 2).

Punto 1) : Innanzitutto la Guida alle Ristrutturazioni edilizie 2017, a pagina 34, precisa che l’elenco degli interventi ammessi sia un elenco “esemplificativo” e non tassativo e pertanto, ad avviso dello scrivente,  non ci si può limitare alla presenza o meno dell’opera nello stesso elenco, ma piuttosto valutare se, in base alla normativa vigente,  possa rientrare nella tipologia degli interventi ammessi.

A tal proposito a pagina 6 della guida si afferma che sono ammessi alla detrazione “Gli interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia), effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.” .

L’art. 3 lettera b del DPR 380/2011 descrive tali interventi come segue:

“ b) “interventi di manutenzione  straordinaria”,  le  opere  e  le modifiche  necessarie  per  rinnovare  e   sostituire   parti   anche strutturali degli edifici, nonche’  per  realizzare  ed  integrare  i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non  alterino  la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell’ambito  degli  interventi  di  manutenzione straordinaria  sono   ricompresi   anche   quelli   consistenti   nel frazionamento o accorpamento delle unita’ immobiliari con  esecuzione di opere anche se comportanti la  variazione  delle  superfici  delle singole unita’ immobiliari nonche’ del carico urbanistico purche’ non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si  mantenga l’originaria destinazione d’ uso,”.

Anche la circolare dell’Agenzia delle Entrate  nr. 7 del 4 aprile nr. 2017 afferma che sono ammessi gli interventi di .”

……..Manutenzione straordinaria:

Art. 3, comma 1, lett. b), DPR n. 380 del 2001

Gli interventi di manutenzione straordinaria riguardano le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempreché non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche alle destinazioni d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari.

La manutenzione straordinaria si riferisce ad interventi, anche di carattere innovativo, di natura edilizia ed impiantistica finalizzati a mantenere in efficienza ed adeguare all’uso corrente l’edificio e le singole unità immobiliari, senza alterazione della situazione planimetrica e tipologica preesistente, e con il rispetto della superficie, della volumetria e della destinazione d’uso. (Circolare 24.02.1998 n. 57, punto 3.4)………”.

Per la definizione di impianti tecnologici la normativa vigente fa riferimento al  DECRETO 22 gennaio 2008, n. 37

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO “Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attivita’ di installazione degli impianti all’interno degli edifici. (GU Serie Generale n.61 del 12-03-2008) “  che recita:

  1. Il presente decreto si applica agli impianti posti al servizio degli  edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso, collocati all’interno  degli  stessi o delle relative pertinenze. Se l’impianto e’ connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di consegna della fornitura.
  2. Gli impianti di cui al comma 1 sono classificati come segue:
  3. a) impianti di produzione,    trasformazione,    trasporto, distribuzione,  utilizzazione  dell’energia  elettrica,  impianti  di protezione  contro le scariche atmosferiche, nonche’ gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere;
  4. b) impianti radiotelevisivi, le   antenne   e   gli  impianti elettronici in genere;
  5. c) impianti di riscaldamento,    di   climatizzazione,   di condizionamento  e  di  refrigerazione  di qualsiasi natura o specie, comprese  le  opere  di  evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali;

Si osserva al tal punto che l’impianto è stato installato a seguito di predisposizione di progetto tecnico da parte di ditta specializzata e che consiste nell’installazione di un macchinario e relativo impianto di canalizzazione all’interno dell’appartamento ( più precisamente nel controsoffitto del bagno ) che tramite complesse canalizzazioni nell’intercapedine del soffitto, preleva aria viziata dal bagno e dalla cucina, e immette aria  pulita nei locali di camera e soggiorno prelevata dall’esterno. L’impianto è dotato di scambiatore di calore che recupera il 98% del calore dell’aria espulsa all’esterno e lo cede all’aria pulita immessa nell’appartamento.

Come si può vedere dalla documentazione tecnica si tratta di un impianto complesso e innovativo per l’appartamento che può senza dubbio qualificarsi come servizio tecnologico al servizio permanente dell’unità immobiliare.

Inoltre la guida 2017 ammette alla detrazione la realizzazione di altri impianti tecnologici quali ad esempio: caloriferi e condizionatori; videocitofono e citofoni; impianti elettrici; impianti idraulici; montacarichi che rientrano anch’essi nelle tipologie di impianti di cui al DM 22/01/2008 sopra citato al servizio della singola unità immobiliare e il cui grado di innovazione e complessità sono di gran lunga inferiore da quello realizzato dal sottoscritto.

A maggior ragione ritengo pertanto il predetto lavoro ammissibile alla detrazione di cui alla  detrazione detrazioni per il recupero patrimonio edilizio di cui al 16-bis del Dpr 917/86.

Si ritiene inoltre che il mancato inserimento degli impianti di ventilazione meccanica controllata negli esempi della Guida Alle Ristrutturazioni sia dovuto principalmente al fatto che, essendo una tipologia di impianto abbastanza innovativo, non abbia presentato una casistica frequente nell’applicazione della disciplina delle detrazioni per recupero edilizio di cui al 16-bis del Dpr 917/86.

PUNTO 2) :

La guida alla ristrutturazione ammette alla detrazione ( pag. 36 ) le opere finalizzate al “Risparmio energetico” ed in particolare “Opere finalizzate al risparmio energetico, realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette”;

Si evidenzia come a pagina 8 della Guida 2017 ( punto H ) si afferma  inoltre che “Questi interventi possono essere realizzati anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia. “.

Considerato che l’abitazione prima dell’effettuazione dell’intervento aveva un indice di prestazione energetica corrispondente alla categoria G – 316,46 kwh/m2a  come da certificazione allegata e che la realizzazione dell’impianto di VMC ha sicuramente migliorato l’efficienza energetica si propone, in subordine all’accettazione dell’ipotesi del punto 1), di effettuare una nuova certificazione energetica dell’edificio per accertare l’avvenuto miglioramento della classe energetica che “attesti il conseguimento di risparmio energetico”.

PERTANTO

 alla luce di quanto sopra descritto ai PUNTI 1)  e 2) ritiene di dover adottare il seguente comportamento:

Presentazione di modello 730/2018 integrativo al fine di inserire la spesa sostenuta pari ad € 4.453,80 nell’anno 2017 tra le detrazioni per il recupero patrimonio edilizio di cui al 16-bis del Dpr 917/86 e beneficiare del relativo recupero fiscale.

E CHIEDE

ai sensi dell’art. 11, Legge 27 luglio 2000, n. 212, che codesta spettabile Amministrazione voglia indicare, nei tempi e modi prescritti, il proprio parere riguardo la soluzione interpretativa ritenuta corretta rispetto al caso concreto sopra prospettato.

Detrazioni fiscali VMC: risposta interpello Agenzia Entrate Interpello n. 904-1243/2018.

Con l’interpello specificato in oggetto e’ stato esposto il seguente

QUESITO

Il soggetto istante espone di essere proprietario di un appartamento in Albavilla (CO) nel quale gli inquilini hanno nel tempo segnalato problemi di eccessivo consumo per riscaldamento e di umidità, per cui nel 2017 ha provveduto ad installare un impianto di ventilazione meccanica controllata (VMC) che ha di fatto risolto i problemi lamentati.

Tale intervento, che non necessitava di autorizzazione comunale e per il quale ha provveduto ai pagamenti delle fatture con il bonifico per ristrutturazione edilizia, non è stato ritenuto dal CAF agevolabile ai sensi dell’articolo 16-bis del d.P.R. n. 917 del 1986, in quanto non inserito nell’elenco presente nella “Guida alle ristrutturazioni edilizie 2017”. Intende dunque chiedere chiarimenti al riguardo.

SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE

In primo luogo il contribuente ritiene che l’elenco degli interventi ammessi alla detrazione, presente nella Guida, abbia carattere esemplificativo e non tassativo. L’intervento di installazione dell’impianto VMC è stato predisposto sulla base di un progetto tecnico da parte di ditta specializzata e consiste nell’installazione di un macchinario che tramite complesse canalizzazioni nell’intercapedine del soffitto, preleva aria viziata dal bagno e dalla cucina e immette aria pulita prelevata dall’esterno nei locali di camera e soggiorno. L’impianto è dotato di scambiatore di calore che recupera il 98 per cento del calore dell’aria espulsa all’esterno e lo cede all’aria pulita immessa nell’appartamento. Date le sue caratteristiche, dunque, considerata la normativa e la prassi in materia, l’intervento dovrebbe essere agevolabile ai sensi della lettera b), del comma 1, dell’articolo 16-bis del TUIR come “manutenzione straordinaria”.

In alternativa, ad avviso del contribuente, l’intervento potrebbe essere detraibile ai sensi della successiva lettera h), del comma 1, del citato articolo 16-bis del TUIR, in quanto opera finalizzata al risparmio energetico, anche in assenza di opere edilizie propriamente dette. La realizzazione dell’impianto ha sicuramente migliorato l’efficienza energetica dell’appartamento, dimostrabile previo rilascio di una nuova certificazione energetica dell’edificio.

PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

L’articolo 16-bis, comma 1, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), prevede la possibilità di detrarre dall’IRPEF un importo pari al 36 per cento delle spese sostenute fino a un ammontare massimo di 48.000,00 euro per unità immobiliare, per interventi di manutenzione

straordinaria, restauro o risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia di cui alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, eseguiti su singole unità immobiliari residenziali, di qualsiasi categoria catastale (anche rurale), e sulle loro pertinenze. La detrazione spetta nella maggiore misura del 50 per cento, e con il limite di spesa di euro 96.000,00, per le spese sostenute nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2018 [articolo 16, comma 1, del decreto-legge del 4 giugno 2013, n. 63, come da ultimo modificato dall’articolo 1, comma 3, lett. b), n. 1), della legge 27 dicembre 2017, n. 205].

Gli interventi di manutenzione straordinaria, definiti dall’articolo 3, lettera b), del d.P.R. n. 380 del 2001, riguardano le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempreché non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche alle destinazioni d’uso.

La manutenzione straordinaria si riferisce ad interventi, anche di carattere innovativo, di natura edilizia ed impiantistica finalizzati a mantenere in efficienza ed adeguare all’uso corrente l’edificio e le singole unità immobiliari, senza alterazione della situazione planimetrica e tipologica preesistente e con il rispetto della superficie, della volumetria e della destinazione d’uso (v. circolare n. 57 del 24 febbraio 1998, paragrafo 3.4; circolare n. 7 del 27 aprile 2018).

Fermo restando che la valutazione circa l’effettiva riconducibilità di determinate opere nell’ambito delle categorie degli interventi di recupero del patrimonio edilizio, non investendo aspetti di carattere interpretativo di disposizioni tributarie, esula dalle competenze della scrivente Direzione regionale esperibili in sede di risposta alle istanze di interpello, si rileva che l’installazione descritta, in assenza di opere edilizie propriamente dette, non pare implicare modificazioni strutturali tali da poter essere considerata un’opera di manutenzione straordinaria.

Quanto alla possibilità di considerare l’intervento come finalizzato al risparmio energetico, si rileva che la lettera h) del citato articolo 16-bis del TUIR prevede

l’agevolazione anche per gli interventi “relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia. Le predette opere possono essere realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia”.

Come chiarito dalla citata circolare n. 57 del 1998, le tipologie di opere ammesse ai benefici fiscali sono quelle previste dall’articolo 1 del decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato n. 107 del 15 febbraio 1992.

Pertanto, per poter fruire della detrazione in argomento, quindi è necessario il possesso di documentazione rilasciata da tecnici qualificati o dalla ditta costruttrice, che attesti la riconducibilità dell’impianto installato tra quelli elencati all’articolo 1 del predetto decreto, nonché il conseguimento del risparmio energetico in applicazione della normativa vigente in materia (cfr. artt. 122-135 del d.P.R. n. 380 del 2001).

Nel caso in esame, dunque, l’installazione dell’impianto VMC potrà beneficiare della detrazione fiscale ai sensi dell’articolo 16-bis, comma 1, lett. h), del TUIR, a condizione che il contribuente sia in grado di dimostrare, mediante certificazione rilasciata da un tecnico qualificato o dalla ditta installatrice, l’effettiva riconducibilità dell’intervento ad una delle tipologie di opere elencate all’articolo 1 del d.m. 107 del 1992, nonché il conseguimento del risparmio energetico ai sensi della normativa vigente.